Mercato Europeo delle Energie Rinnovabili: nel 2013 nuove installazioni in calo sia nel Solare Termico sia nel Fotovoltaico (PV)

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sky-170968_640Nel 2013 solare termico e fotovoltaico in Europa entrambi in contrazione

 

Due rapporti recenti pubblicati rispettivamente a giugno e a luglio 2014 da due associazioni europee di settore – ESTIF – European Solar Thermal Industry Federation, la federazione Europea del solare termico – e EPIA – European Photovoltaic Industry Association, l’associazione europea del fotovoltaico – definiscono l’anno 2013 come un anno di contrazione per il mercato dell’energia solare in Europa.

 

 

 

Per quanto riguarda il mercato del solare termico, nel 2013 la nuova capacità installata in Europa è calata del 12% rispetto all’anno precedente. Questa contrazione è purtroppo in linea con il trend calante registrato negli ultimi cinque anni: dopo il picco record del 2008, il mercato solare termico europeo si è infatti contratto costantemente, perdendo circa un terzo della nuova capacità installata rispetto al 2008.

 

Ancora peggio è che, contrariamente a quanto accaduto in precedenza, la contrazione registrata nel 2013 ha riguardato tutti i principali Paesi e non solo, come in passato, solo alcuni di essi. In Germania, il mercato europeo di gran lunga più rilevante che da solo assicura circa un terzo della nuova capacità installata nel continente, le nuove installazioni nel 2013 sono calate dell’11% e una contrazione analoga si è registrata anche nel secondo mercato europeo, l’Italia (-10%). Tra i primi sette mercati europei, che nel 2013 hanno coperto insieme circa l’80% della nuova capacità installata in Europa (1.7 GWt su un totale di 2.14 GWth), solo la Spagna non ha fatto segnare contrazioni, sebbene abbia registrato una crescita molto modesta (+1.3%) dovuta unicamente al dato positivo dell’Andalusia. La Francia è stato il paese che ha registrato il calo più forte, tra i mercati principali, con un calo del -24%. In totale, circa la metà dei paesi Europei ha registrato cali a doppia cifra nel 2013 e sono stati appena tre i Paesi a non rilevare contrazioni della nuova capacità installata (Spagna, Croazia e Irlanda).

 

Dietro a questo trend non c’è un unico motivo, ma un insieme di diversi fattori. Una delle cause fondamentali del rallentamento è legata ai programmi di sostegno deboli e instabili prevalenti in alcuni Paesi, un continuo stop-and-go che sta penalizzando alcuni mercati interessanti quali il Portogallo, l’Italia, la Polonia e il Regno Unito. Un’altra causa del calo è collegata al regime di incentivi garantiti ad altre tecnologie, come il regime della tariffa di riacquisto per l’energia messa in rete attraverso sistemi fotovoltaici (Conto Energia), che ha penalizzato un mercato rilevante quale quello austriaco. Altre cause minori sono collegate agli alti costi di installazione prevalenti in alcuni Paesi (Francia) e persino, in qualche caso, alla carenza di installatori professionali.

 

Contesti normativi e legislativi maggiormente favorevoli e programmi di incentivi più stabili potrebbero sostenere la crescita del mercato solare termico in Europa, un’industria chiave per i suoi impatti sia a livello economico che di sostenibilità. Nel 2013 l’industria europea del solare termico ha prodotto un fatturato di oltre 2.3 miliardi di Euro, ha dato lavoro a circa 26.700 FTE (equivalenti a tempo pieno) e ha generato 21 TWth di energia solare termica, contribuendo a risparmiare 3.8 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

 

 

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Per quanto riguarda l’industria fotovoltaica, stando ai dati forniti dall’EPIA (European Photovoltaic Industry Association, l’associazione di settore europea), il mercato mondiale è cresciuto notevolmente nel 2013, ma con andamenti disomogenei a livello geografico, con una forte domanda in Asia, trainata soprattutto da Cina e Giappone – ora rispettivamente il primo e secondo mercato a livello mondiale – e una contrazione in Europa.

 

Anche se l’Europa rimane la maggior regione mondiale in termini di capacità installata cumulata, con 81.5 GW al 2013, i Paesi asiatici stanno crescendo velocemente, trainati appunto da Cina e Giappone. La Cina è stata il primo mercato mondiale nel 2013, con 11.8 GW di nuova capacità installata.

 

A livello di singolo Paese, i primi cinque mercati mondiali nel 2013 sono stati Cina, Giappone, Stati Uniti, Germania e Regno Unito, che, nell’insieme, hanno installato quasi 28.3 GW di nuova capacità, pari a tre quarti del totale mondiale. Per quanto riguarda l’Europa, i primi cinque mercati nel 2013 sono stati: Germania (di gran lunga il mercato più grande con 3.3 GW), Regno Unito (1.5 GW), Italia (1.4 GW), Romania (1.1 GW) e Grecia (1.04 GW).

 

In termini di trend, l’Europa, dopo essere cresciuta molto rapidamente nel decennio scorso (passando da un mercato annuale di meno di 1 GW in 2006 a un mercato di 22.3 GW nel 2011), ha iniziato a contrarsi nel 2012 (17.7 GW) e ha continuato a calare anche nel 2013, quando la nuova capacità installata è stata pari a 11 GW, il livello più basso dal 2009. Come conseguenza, in termini di nuove installazioni fotovoltaiche, l’Europa ha ceduto all’Asia la sua leadership a livello mondiale, passando dal rappresentare il 74% delle nuove installazioni mondiali (2011) a pesare per il 55% nel 2012 e addirittura appena per il 29% nel 2013, anno in cui il peso del mercato asiatico è salito al 56% del totale mondiale. In Europa, le contrazioni registrate in Germania e in Italia sono state le cause principali del rallentamento del 2013, mentre l’insieme degli altri mercati è rimasto stabile attorno a 6 GW, sebbene evidenziando trend disomogenei a livello Paese, con mercati calanti in Belgio e in Francia compensati da una forte crescita in Romania e in Grecia e da una performance positiva nel Regno Unito.

 

Riguardo alle cause sottostanti alle dinamiche di mercato del settore fotovoltaico, va sottolineato come queste rimangano fortemente legate alle decisioni politiche e che un ridimensionamento del supporto politico nei confronti degli incentivi accordati al settore abbia portato a cali di mercato rilevanti in importanti Paesi quali Germania, Italia, Francia, Belgio, Danimarca e Spagna.

 

In alcuni casi, certe decisioni politiche sono in grado di danneggiare seriamente il mercato fotovoltaico, come rileva l’EPIA in riferimento all’Italia, dove un decreto-legge convertito nel mese di agosto 2014 ha introdotto tagli retroattivi significativi al Conto Energia e nuove tasse sull’elettricità auto-consumata. Secondo l’EPIA, queste misure non solo danneggeranno il mercato in Italia, ma potrebbero rivelarsi pericolose persino a livello Europeo, impattando negativamente sull’immagine dell’Europa come luogo stabile per gli investimenti nel settore fotovoltaico.

 

In ogni modo, non è semplice formulare previsioni riguardo all’evoluzione del mercato fotovoltaico, perché i fattori politici si sommano anche ai potenziali risparmi ottenibili sulle bollette energetiche grazie all’autoconsumo nel segmento dell’edilizia. Le ultime previsioni dell’EPIA delineano comunque la possibilità che il mercato fotovoltaico europeo possa ulteriormente contrarsi nel 2014 fino a circa 8-9 GW, mentre, nella seconda parte della decade, condizioni favorevoli al settore potrebbero contribuire a riportare il mercato attorno a 10-12 GW.

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